grafiti

“bussava il vento come un uomo stanco”, come in un verso di Emily Dickinson. O magari un Incanto nero in cui il vuoto è sconfitto, o forse solo ferito, dall’Eros…

Distese di boschi di latte, prati di neve, siepi di zucchero filato da divorare con lo sguardo, briciole di polvere argentata caduta da una notte di luna piena sono i paesaggi che srotola davanti a noi l’immaginario della Bernabucci…

Sara preferisce l’impronta, da interpretare come nella Grecia antica: una scrittura fatta con la luce. Le sue carte sembrano nascere da raggi di sole che filtrano attraverso i rami degli alberi. La immagino come una piccola ape che fa della grafite il suo polline…”  ...read more

Testo critico di Lea Mattarella

La poetica dell’impronta.

All’inizio, alla radice dell’immagine, Sara Bernabucci pone sempre un frammento di realtà: un brandello di tessuto, una matassa di fili, una stoffa ricamata. Entrando nell’opera come impronta queste matrici perdono la loro definizione e riconoscibilità per darsi come traccia e ombra

Le immagini realizzate con la polvere di grafite si fondano infatti sullo stesso principio alla base del negativo fotografico: le zone bianche di pura luce corrispondono alle zone che la matrice ha protetto e difeso dal contatto con la polvere nera che si addensa, fino a diventare profonda e avvolgente, ai margini della matrice stessa.

I piccoli grani neri penetrano a fondo nelle zone in cui la trama del tessuto si dirada e perde compattezza rivelandone gli intrecci sottili ed impercettibili, quei percorsi che l’occhio non può cogliere e che solo il tatto, il contatto rivela. Attraverso la grafite l’artista coglie così la superficie sensibile del tessuto; per questa ragione i suoi lavori suscitano un potente effetto sinestetico, si offrono alla vista ma ci chiedono di essere sentiti come valori e sensazioni tattili.

[…]Negli ultimi due anni le opere in grafite hanno progressivamente abbandonato il formato tradizionale del quadro fino a prendere la forma di grandi rotoli monumentali installati direttamente nello spazio architettonico. Sospesi sul soffitto come grandi vele o installati a parete come cascate verticali, i rotoli hanno rotto la bidimensionalità del supporto cartaceo e guadagnato un valore plastico e volumetrico.[…] ...read more

Testo Giulia Giovanardi in catalogo Signe et corps

r e e l s   o f   p a p e r

Flusso
Polvere di grafite su carta in teca di plexiglass

 

 

 

 


 

The Jade Project

digital painting

Contemporary artists explore ancient Chinese jades:The project, conceived by Filippo Salviati, creates a space where the “invisible” qualities of archaic Chinese jades dialogue with the work of contemporary artists.


 

Distesa notturna
Polvere di grafite su carta

polvere di grafite su carta, visione frontale, 140x160, 2010

polvere di grafite su carta, visione laterale, 140x160, 2010


 

Soffio
polvere di grafite su carta, 500x150

Installazione Galleria Bab-Lakbir, Rabat (Marocco), 2009

 

Installazione a soffitto,
Galleria Marte, Roma, 2009

Scenografia "spettacolo delle ombre"
Teatro Valle, Roma, 2014


 

Radici
polvere di grafite su carta, 400x80, 2013 (con particolare)

radici

part4 radici


 

Busto di Venere
polvere di grafite su carta, 70x120, 2009 (con particolare)


 

White memory
Polvere di grafite su carta in teca di plexiglass cm 125cmx110cmx21cm, 2017


 

Sunset

pigmento su carta, 2015Sunset, pigmento su carta, 140x100, 2015

Solaris

sanguigna1Solaris, pigmento su carta, 100x70, 2015


 

Grafiti (2009 - 2015)
disegni con polvere di grafite su carta

autoritratto, disegno con polvere di grafite su carta,70x120, 2009Busto di Venere, 70x120, 2009

solaris, disegno con polvere di grafite su carta,100x70 2010Solaris, 100x70, 2010

shell, disegno con polvere di grafite su carta,180x160 2010Shell, 180x160, 2010

Senza titolo, 25x35, 2009 c.p.

autoritratto, disegno con polvere di grafite su carta, 100x70, 2009 collezione privataAutoritratto, 100x70, 2009 c.p.

Spiraglio, 300x150cm

Autoritratto,100x70, 2009 c.p.

Deep voice, 2012


 

Underlie
collezione permanente, museo DIF, Formello (Roma)

Underlie, pigmento su carta, 140x110x30

Underlie, visione laterale

Underlie, visione laterale

Underlie, visione laterale

Dettagli

Underlie, dettaglio

Underlie, dettaglio

Underlie, dettaglio

Underlie, dettaglio